Exposició “Storie d’Africa”

Spazio Vitale. Aversa

Storie d”Africa

A cura di Michelangelo Giovinale

L’Africa non è soltanto la solitudine africana, la Savana, la foresta e il mare africano.
Le tribù, le razze, il Congo. Oggi petrolio, ieri gli schiavi, qualcosa dirà ironicamente Alberto Moravia “i bianchi dovranno pur portar via dall’Africa”. È il carattere principale del rapporto fra europei e africani. Uno scambio, da sempre non alla pari, costitutivo nella relazione fra questi due grandi continenti.
Gli africani, -aggiunge Moravia- per secoli hanno dato all’Europa cose preziose in cambio di “perline di vetro colorato”.
Braccia in cambio di conterie. Un mondo da sfruttare e da buttar via appena sfruttato.
“Storie d’Africa” è il viaggio pittorico dell’artista Xavi Ferragut, che sarà presentato il 13 gennaio 2019, ore 18:00 a “Spazio Vitale”, galleria d’arte contemporanea nel centro storico della Città di Aversa.
La mostra, introdotta dal critico d’Arte Michelangelo Giovinale, raccoglie le impressioni di viaggio dell’artista fra gli abitanti del piccolo paese dell’Africa occidentale, Baasneere, situato nella provincia di Samantenga, nel Burkina Faso e ritratti realizzati durante la permanenza nei campi profughi Saharawi a Tindouf.
Ferragut, da anni, collabora a diversi progetti di cooperazione internazionale come membro dell’ONG Algemesí Solidari nel cuore del continente nero.
Le opere -in un vastissimo repertorio di immagini figurative- svelano un viaggio a tinte forti nella “terra degli uomini onesti”.
Storie narrate attraverso ampie e inconfondibile pennellate di colore, addensate nell’espressività indigena che i tanti volti di Ferragut svelano, nella sua esperienza di artista ritrattista.
È l’Africa di chi resta ancorato alla propria terra, all’orgoglio delle proprie radici, senza compromessi, come d’altronde è la pittura di Ferragut, risolta con una gestualità immediata e incisiva per la rapidità dei segni e per la complementarietà cromatica. Sensazioni che Ferragut riesce a istillare con eleganza nelle sue grandi tele.
Un piacere visivo e un gusto narrativo che fa della sua pittura il superamento di una visione colonialista, miope, peggio ancora quando daltonica, che persistente nella cultura contemporanea eurocentrica.
È il racconto di un’Africa vera che l’artista raccoglie nei suoi lunghi viaggi, nella profondità degli sguardi che ritrate e che restano impressi nelle ampie campiture della sua pittura, risolte alla quasi rapidità di uno scatto fotografico, che ne svela all’occhio europeo, una straziante terra di nessuno.